Un ammasso di 2000 spirali d'oro aggrovigliate, che riportano alla mente la capigliatura della principessa Rapunzel, sono state recentemente portate alla luce in Danimarca. Gli archeologi che hanno ritrovato il tesoro nella città di Boeslunde, sull'isola danese di Zealand, hanno datato la scoperta a 3000 anni fa. L'isola ospita quasi la metà della popolazione di quel Paese del nord Europa. ADVERTISEMENT Le spirali d'oro dell'età del bronzo, lunghe fino ad un centimetro e mezzo, potrebbero essere il simbolo del Sole, fin dall'antichità scolpito sulle pietre come una spirale o una doppia spirale. L'origine deriva dal fatto che coloro che erano deputati a seguire il suo corso per determinare le stagioni, scolpendo il punto ottico della sua nascita all'alba giorno dopo giorno, immaginavano che il Sole seguisse un tragitto a spirale. Flemming Kaul, curatore presso il Museo Nazionale di Danimarca, tra gli scopritori dell'oro, ha detto che "il Sole era uno dei simboli più sacri dell'età del bronzo, e l'oro aveva avuto una magia speciale". Sebbene l'uso originale delle spirali sia sconosciuto, è possibile che ornassero i fili che decoravano cappelli e parasole. Kaul ha aggiunto "Il fatto è che non lo sappiamo, ma tendo a credere che facevano parte del costume o del copricapo di un re sacerdote". È infatti possibile che un re sacerdote si ornasse di oro, impreziosendo il suo mantello ed il cappello con queste spirali. "L'oro ha il colore del Sole, splende come il Sole, ed è indistruttibile, immortale ed eterno". Il re sacerdote avrebbe potuto sacrificare il suo tesoro in onore del dio Sole, durante i rituali, e mantenuto l'oro al sicuro in una scatola di legno.
Cercano per finta col metal detector e trovano qualcosa di inaspettato
ASIAGO - Dovevano essere solo le riprese per un documentario sull’alimentazione dei soldati durante la Prima guerra mondiale, ma mentre si stava inscenando una dimostrazione col cercametalli, sono tornate inaspettatamente alla luce le spoglie mortali di un soldato italiano caduto al fronte un secolo fa. È successo ieri, domenica 13 settembre, sul monte Lèmerle, sull’Altopiano di Asiago. La G.A. & A. Production, fornitrice di programmi televisivi per il mercato italiano e internazionale, da settimane preparava una spedizione sui Sette Comuni per documentare l’Italia attraverso lo sviluppo della cultura gastronomica. La serie, denominata “De Gustibus” e commissionata da History Channel, è condotta dallo storico inglese John Dickie, docente di Studi Italiani all'University College di Londra. Per il capitolo che prendeva in esame il periodo del primo conflitto mondiale, la produzione romana ha pensato di coinvolgere lo storico maladense Giovanni Dalle Fusine, fresco autore di alcune pubblicazioni sulle razioni in scatola distribuite ai soldati del Regio Esercito. Proprio Dalle Fusine proponeva quindi le location del Monte Zovetto e Monte Lèmerle, in quanto luoghi carichi di storia per il sacrificio di tanti soldati che da ambo le parti qui trovarono morte in battaglia. Dopo le iniziali riprese sul monte caro al generale Achille Papa e alla Brigata Liguria, la troupe si è spostata sulla destra orografica della Val Magnaboschi. Qui, inscenando i ritrovamenti di alcuni oggetti, gentilmente messi a disposizione dalla Collezione Rovini, Dalle Fusine e Dickie rinvenivano casualmente, sotto pochi centimetri di foglie e terra un elmetto italiano, modello Adrian. Il fatto non avrebbe costituito nulla di eccezionale, dato il luogo ricco di trincee e appostamenti in grotta costruiti nel periodo 1915 - 1918, non fosse che all’interno del guscio metallico era ancora conservato il teschio del povero soldato che lo indossava al momento della morte. Mentre la cinepresa del regista Jesus Garces Lambert girava la scena, si è compreso subito che unitamente a quanto affiorava dal terreno, c’era la possibilità che il resto dello scheletro fosse sepolto in loco, ragion per cui il responsabile di produzione Lucio Mollica ha optato per una sospensione delle riprese e la segnalazione del rinvenimento alla stazione carabinieri di Canove. Effettuato il sopraluogo, gli agenti dell’Arma hanno chiesto l’intervento del medico legale. Una volta che il giudice competente avrà tolto la riserva sullo spostamento dei poveri resti avverrà la probabile traslazione al Sacrario di Asiago. FONTE: http://www.ilmattino.it
In Grecia è boom di metal detector. Con la crisi, gli scavi illegali diventano nuova fonte di reddito. E reperti archeologici ancora sepolti rischiano di finire sul mercato nero
Delle tante conseguenze della crisi economica greca, tra disoccupazione, svalutazione degli immobili, spopolamento di interi quartieri, povertà e guerriglie urbane, una in particolare non era immaginabile. In corrispondenza con la recessione della Grecia, le autorità hanno registrato un incremento delle vendite dei metal detector. Che significa che quando il lavoro non c’è e le prospettive nemmeno, l’unica soluzione è ingegnarsi. Pare, infatti, che nel Paese si stia diffondendo la pratica di cercare e dissotterrare antichità greche da rivendere sul mercato nero, usando strumentazioni facilmente reperibili e a prezzi accessibili. Basta frugare su Ebay per trovare metal detector tra i 50 e i 200 euro. Da tempo, la polizia greca, in collaborazione con il Dipartimento di Antichità e Beni Culturali, traccia gli acquisti di apparecchi per cercare metalli, restringendo il rilascio dei permessi ai soli cittadini con la fedina penale pulita. Ma negli ultimi cinque anni il profilo dello sciacallo è cambiato: se fino a poco tempo fa si trattava di membri di organizzazioni criminali coinvolte anche nel traffico di droga e armi, ora perfino cittadini ordinari, senza precedenti penali, si sono improvvisati cacciatori di tesori per arrivare a fine mese. Colpa della crisi che, se da un lato sta mettendo a dura prova l’onestà degli ellenici, dall’altro ha portato a tagli di fondi e personale negli organi preposti alla cura e alla tutela dei beni culturali della Grecia. Ci volevano i greci a dare man forte al traffico illegale di manufatti archeologici, già ingrassato negli ultimi tempi dai predatori dell’Isis che, come ormai è noto, sono soliti saccheggiare quello che possono rivendere per finanziare le loro attività terroristiche e distruggere senza pietà il resto. L’unica soluzione è dunque rinforzare ed estendere le operazioni di monitoraggio a tutto il Paese, considerato che in Grecia – come anche in Italia – ovunque si scavi, la terra rigetta frammenti della storia. Oppure educare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Ha ragione Lieutenant Evgenios del dipartimento di polizia della regione dell’Attica: “La pratica del saccheggio depriva le generazioni future della loro identità. La crisi economica è probabilmente temporanea, ma gli effetti negativi dello sciacallaggio sono permanenti.” AUTORE: Marta Pettinau FONTE: http://www.artribune.com
St George ‘dragon’ ring
Un anello d'oro di circa 600 anni è stato trovato grazie ad un metal detector a Norwich. L'anello mostra San Giorgio che trafigge il drago e potrebbe valere una fortuna.. L'anello, trovato da un detectorista locale, dovrebbe essere collegato ad una 'corporazione' che ha seguito il santo in epoca medievale a Norwich. Appena saputo dello strordinario ritrovamento, si è subito fatto avanti il Norwich Castle Museum - e secondo le leggi del tesoro, sarà valutato dal British Museum e lo scopritore verrà pagato di conseguenza. Il Dr. Adrian Marsden del Norwich Castle Museum, ha detto: 'L'anello raffugura l'epica scena di San Giorgio che infilza un drago. Questo è insolito ed interessante perché San Giorgio era un santo molto popolare a Norwich.'
Vendita monete da collezione finalmente anche in TV
Finalmente anche la Bolaffi ha iniziato a fare televendite. Oltre a presentare pezzi molto interessanti, ritengo che sia bellissimo e molto interessante sentire le descrizioni delle varie monete presentate. Il linguaggio è piuttosto tecnico ed è sicuramente molto formativo ascoltare le analisi fatte dal perito in modo da capire come va esaminata una moneta e quali sono le peculiarità che devono saltare all'occhio in modo da acquisire un minimo di competenza che non guasta mai, magari quando ci si trova a fare un acquisto tra privati. Riportiamo di seguito il palinsesto ed i canali dove avviene la programmazione: Filatelia: Su Canale 77 del digitale terrestre (La Vetrina dell’Arte) Dal lunedì al venerdì e la domenica dalle ore 10.00 alle 11.00. Tutti i venerdì dalle 20.30 alle 21.30. Mercoledì giovedì e il sabato dalle 22.30 alle 23.30. Numismatica: Su Canale 77 del digitale terrestre (La Vetrina dell’Arte) Tutti i giorni dalle 15.00 alle 17.00. Tutti i venerdì dalle 02.00 alle 03.00. Su Canale 78 del digitale terrestre (Collezione Orler) Su Canale 918 SKY (Arte Channel) Tutti i martedì in diretta dalle ore 21.00 alle 24.00. Su Canale Italia 127 del digitale terrestre Tutti i sabati e lunedì dalle ore 21.00 alle 24.00. Su Canale 126 del digitale terrestre. Dal martedì al venerdì dalle ore 20.00 alle ore 21.00. Su Canale 165 del digitale terrestre Dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00 Domenica dalle ore 20.00 alle ore 24.00. BUONA VISIONE A TUTTI!!
Catalogo monete italiane stati preunitari
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Le 500 lire Caravelle in argento
Di quest’ultimo valore vennero coniate due commemorative (centenario dell’unità d’Italia nel 1961 e settecentenario della nascita di Dante Alighieri nel 1965) che affiancarono il tipo ordinario. Quest’ultimo, coniato a partire dal 1958, è denominato “Caravelle” per via del disegno del dritto, in cui compaiono tre caravelle. Questa moneta è in argento 835 e pesa 11 grammi: ne consegue che ogni moneta contiene 9,185 grammi di argento fino. Il diametro è di 29 millimetri, mentre gli assi sono alla francese. Al dritto, come già detto, sono raffigurate tre caravelle con la prua rivolta a destra e le punte delle bandiere verso la prua. Intorno a questo disegno vi è la legenda REPVBBLICA ITALIANA. Sotto le caravelle vi è l’indicazione del valore (L. 500) e, in basso, il segno di zecca (R). Il conio di questo lato è stato inciso da Guido Veroi, anche se originariamente il compito era stato affidato a Pietro Giampaoli (l’autore del rovescio), che scelse di raffigurarvi una rosa, ma il fiore non si adattava allo stile e al messaggio che si voleva affidare alla moneta. Così il compito passò a Guido Veroi, che scelse le tre caravelle per simboleggiare la rinascita economica dell’Italia di quegli anni. Al rovescio, invece, si può ammirare un busto di donna in abiti rinascimentali; la modella è Letizia Savonitto, moglie dell’incisore Pietro Giampaoli, autore di questo lato della moneta. Il busto di donna è circondato dagli stemmi di diciannove tra regioni o capoluoghi di regione (il busto copre alcuni stemmi, che quindi sono irriconoscibili). In basso indicazione dell’autore (GIAMPAOLI). Gli stemmi fanno riferimento alle seguenti regioni o capoluoghi di regione (partendo dal basso verso sinistra): Genova, Torino, Aosta, Milano, Trento, Venezia, Trieste e Udine, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L’Aquila, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Sicilia e Cagliari. È assente il Molise perché questa regione venne istituita solo nel 1963.
Di questa moneta è particolarmente famosa la versione di prova che aveva le bandiere rovesciate, ovvero rivolte verso la poppa delle caravelle. Le monete di prova vennero date in omaggio a esponenti di spicco dell’epoca e ai parlamentari: di fatto non circolarono. Sono datate 1957 e, oltre all’orientamento delle bandiere, sono diverse le croci sulle vele e l’altezza dell’albero di mezzana; inoltre la scritta sul contorno è REPUBBLICA anziché REPVBBLICA. Ufficialmente ne vennero coniati 1.004 esemplari, tuttavia nel corso di indagini svolte dalla Guardia di Finanza venne accertato che i pezzi coniati furono molto probabilmente più di 2.200. Dopo alcune polemiche, si scelse di modificare l’orientamento delle bandiere sulle monete destinate alla circolazione. Di seguito sono elencate le tirature delle 500 lire Caravelle prodotte nei singoli anni. Il totale di monete destinate alla circolazione fu di 97.840.000 pezzi. 1958: 24.240.000 1959: 19.360.000 1960: 24.080.000 1961: 6.560.000 1964: 4.880.000 1965: 3.120.000 1966: 13.120.000 1967: 2.480.000 Questa moneta venne coniata anche dal 1968 al 1970 e poi dal 1980 al 2001, ma solo per le confezioni della zecca. Dal 1985 al 2001 venne prodotta anche la versione fondo specchio (proof), sempre per le confezioni riservate ai collezionisti; le tirature variano dagli 8.000 ai 17.500 pezzi.




