Spagna espelle nave Usa in cerca di tesori sul fondo

MADRID, SPAGNA – La Marina spagnola ha allontanato dalle acque territoriali del Paese una nave di proprieta’ di una societa’ americana battente bandiera panamense impegnata, secondo quanto hanno accertato dopo una ispezione a bordo le autorita’, nella ricerca di relitti nel Mediterraneo carichi di oggetti preziosi. ”La motovedetta ‘Infanta Cristina’ ha espulso dalle acque nazionali del Mare di Alboran (tra le coste mediterranee della Spagna e del Marocco) ndr) una nave commerciale sospettata di essere alla ricerca di relitti di imbarcazioni”, ha reso noto la Marina in un comunicato.


La Marina spagnola monitorava da ottobre le attivita’ della nave, e ritiene che fosse impegnata in attivita’ di ”esplorazione, indagine o localizzazione del patrimonio culturale sottomarino sul fondale continentale spagnolo”. Quest’anno, dopo una battaglia legale durata anni, la societa’ americana Odyssey ha restituito alla Spagna un tesoro recuperato da relitti che includeva oltre 500 mila oggetti d’argento e centinaia di oggetti d’oro. Un portavoce della Marina ha spiegato comunque che la Odyssey non e’ la proprietaria della nave espulsa ieri. Lo scorso febbraio due aerei carichi di oggetti preziosi per un valore di 500 milioni di dollari recuperati dalla fregata spagnola del diciannovesimo secolo Nuestra Senora de la Mercede sono giunti a Madrid dopo che la Spagna ha vinto una battaglia legale, durata cinque anni per il loro possesso, contro una azienda americana specializzata nella ricerca di tesori sepolti in mare.


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Trovato un anello d'oro vecchio di 400 anni




Un cacciatore di tesori ha scoperto un anello d'oro vecchio di 400 anni in campo di un contadino.Phillip Cramphorn ha scoperto anello ,che risale alla fine del 16 ° secolo o all'inizio del 17, durante l'utilizzo di un metal detector in un campo a sud di Leicester.L'anello è stato descritto dal British Museum come "post-medievale" e potrebbe valere centinaia di sterline. Egli ha detto: "L'ho tirato fuori e sembrava come un pezzo di rame, l'ho ripulito e poi ho capito che era oro Phill,ha detto: "E 'la cosa più preziosa che ho scavato è ho intenzione di metterlo in un'asta specialista vorrei condividere... il denaro con il contadino. " Nella sua valutazione, il signor Richardson ha dichiarato: "Si tratta di un post-medievale in oro e pietre preziose anulare è 21mm di diametro, del peso di 4,65 grammi, con una pietra rosa taglio rettangolare fissato con lamina d'oro..

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Alpinista trova un tesoro di pietre preziose provenienti dall'India sul Monte Bianco

Uno scalatore francese ha trovato sul Monte Bianco un tesoro dal valore di 250.000 € rimasto sepolto in un ghiacciaio per circa 50 anni, riferiscono i media locali. La scatola di latta con smeraldi, rubini e zaffiri è stata consegnata alla polizia. Capire come i gioielli siano finiti sulla montagna è stato facile: sul contenitore al cui interno si trovavano le pietre preziose era scritto "Made in India". Gli incidenti aerei di velivoli indiani avvennero presso il Monte Bianco nel 1950 e nel 1966. Ora le autorità francesi si sono messi in contatto con gli indiani per identificare l'ex proprietario delle pietre preziose.


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Una famiglia in Florida ha trovato più di $ 300,000 dollari in tesori



Una famiglia in Florida ha trovato più di $ 300,000 dollari di tesori d'oro al largo della costa della Florida . La famiglia che caccia tesori professionalmente attraverso la loro società Booty Salvage ,la loro più grande scoperta in passato è stato un piatto d'argento spagnolo al prezzo di $ 30.000 a $ 40.000. Si ritiene che le merci provenivano dal naufragio di un uragano nel 1715 che affondò 11 navi spagnole . Queens Jewels , la società che detiene i diritti di tuffarsi nella zona, vanta risultati di statue , monete e altri oggetti storici. " Quasi ogni giorno troviamo naufragio artefatti , palle di moschetto , ceramiche , " ha spiegato il co-fondatore Brent Brisben . " E 'veramente sorprendente . " Il mese scorso 51 monete d'oro del valore di $ 250.000 sono stati scoperti . In base al listato di carico delle navi , Brisben stima che solo 175 milioni dollari del valore di 600 milioni di dollari tesori sono stati trovati .

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MONTE SAN BIAGIO, MONETE E GIOIELLI NEI RIFUGI DI GUERRA. TROVATI DAL METAL DETECTOR DI DUE TURISTI

Un piccolo “tesoro” nelle grotte degli sfollati, tra i monti della Piana tornano gli echi della Grande guerra: dal cuore dei vecchi nascondigli spuntano vecchie gioie e denaro fuori corso. Autori della fortunosa scoperta, avvenuta nel fine settimana a Monte San Biagio, durante un’escursione, due turisti trentini appassionati di storia.


Accompagnata da un conoscente pratico dei luoghi, fedele metal detector alla mano, di buon mattino la coppia di forestieri è sopraggiunta in una zona isolata situata nella parte alta del paese, caratterizzata da caverne e insenature. Una delle tante aree che nel corso del secondo conflitto mondiale hanno ospitato, per periodi più o meno lunghi, i civili in fuga dai mitragliamenti a tappeto. Decine di persone datesi alla macchia e provenienti dai Comuni limitrofi, in particolar modo Fondi e Sperlonga. Gente che, oltre alla propria angoscia, portava con sé, in quei miseri rifugi di fortuna, frammenti di vita. Testimonianze che di tanto in tanto riaffiorano. Come l’altro giorno, quando, poco dopo essere entrati in una caverna, i “detectoristi” in trasferta si sono dapprima imbattuti in ciotole malandate e povere posate. Per poi rinvenire, abilmente celate per quasi settant’anni, monete ed una manciata di monili, tra cui qualche catenina. Roba di un valore intrinseco non certo elevato, oggi. Eppure, il personale tesoro di chi, nella furia della guerra, in quelle scatole di pietra sui monti aveva provato a mettere in salvo quel poco che rimaneva di averi ed oggetti di famiglia. FONTE E FOTO: http://www.h24notizie.com

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Prosegue l'operazione Nemo: ritrovati resti di nave medioevale al largo di San Lorenzo al Mare




Proseguiranno le ricerche sottomarine dei Carabinieri Subacquei che ora, scoperta la possibile zona di affondamento, utilizzeranno apparecchiature sofisticate come i metal detector subacquei per individuare la presenza dei resti di un relitto. Proseguono le indagini dei carabinieri nell’ambito dell’operazione NEMO contro il trafugamento di beni storico-culturali. Gli investigatori della Compagnia di Alassio e i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova avevano trovato, durante le perquisizioni a casa degli indagati, numerosi reperti di epoca medioevale, forse troppi per pensare ad una coincidenza o casualità. Da subito si è pensato che nelle acque liguri, imperiesi in particolare, oltre ai relitti di nave romana vi fosse anche un relitto di epoca medioevale. L’ipotesi è stata poi confermata da alcune foto ritrovate dagli inquirenti che ritraevano degli indagati mentre risalivano dalle profondità con piatti medioevali tra le mani. Gli operatori del Centro Carabinieri Subacquei che hanno supportato tutta l’operazione, e svolto le ricerche sottomarine, sono riusciti a decifrare alcuni punti GPS memorizzati nelle apparecchiature elettroniche sequestrate e confrontandoli con altri punti presenti su carte nautiche rinvenute, hanno identificato un’area di fronte a San Lorenzo da cui potevano provenire i reperti di epoca medioevale. Le ricerche hanno subito dato esito positivo: i sommozzatori dei carabinieri hanno individuato 1 miglio al largo di San Lorenzo un’ancora mai censita, appartenente ad un vascello post-medioevale in navigazione tra gli anni 1400-1600, come ipotizzato da personale della Soprintendenza di Genova che ha visionato il manufatto. Ovviamente i secoli trascorsi nelle profondità marine hanno modificato l’aspetto dell’ancora che è totalmente ricoperta da vistose concrezioni che la mimetizzano con gli scogli e fondale circostante. Nelle vicinanze sono state rinvenute numerose buche che fanno presumere un’attività di scavo dei tombaroli del mare che forse non avevano notato l’ancora o l’avevano momentaneamente “risparmiata”. Proseguiranno le ricerche sottomarine dei Carabinieri Subacquei che ora, scoperta la possibile zona di affondamento, utilizzeranno apparecchiature sofisticate come i metal detector subacquei per individuare la presenza dei resti di un relitto. Proseguiranno anche le indagini della Compagnia Carabinieri di Alassio, del Nucleo TPC per individuare nuovi siti archeologici sottomarini depredati dai “tombaroli del mare”.

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Dai gioielli alle dentiere, quel tesoro sotto la sabbia

Ogni anno ritrovati beni per 5 milioni Boom di cercatori con metal detector...
Segnaliamo un bellissimo articolo scritto da Andrea Rinaldi sul Corriere di Bologna.



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