UNA STRADA DELL'ETA' DEL BRONZO E' STATA SCOPERTA DA UN APPASSIONATO DI METALDETECTOR


Un breve tratto di strada è stata scoperta da un appassionato di metal detector e gli archeologi la hanno datata a circa 4.000 anni fa.
Velluti, stretti da rami di quercia e ontano.. la struttura è stata oggetto di un sottile strato per fornire una solida base di appoggio ai piedi.
E 'stato trovato nel mese di marzo, quando fu scoperto da tempeste, ma da allora è scomparso sotto l'argilla marina.
Brian Price, un membro del metal Swansea Rilevament Club, ha riferito la scoperta di fronte alla zona a Brynmill Glamorgan-Gwent alla comunità Archeologico locale.

Un campione è stato inviato al Laboratorio Beta Analytic radiocarbonio in Florida e per la datazione è risultata essere del Bronzo Antico, tra 2140 e il 1930 BC.

La pista è stata tessuta da stretti rami di quercia e ontano
Andrew Sherman, assistente di progetto ufficiale, ha dichiarato: "Durante i primi Bronzo il clima è più secco e più caldo di oggi e il livello del mare è stato significativamente più basso.
"Il trackway è stato quindi costruito, probabilmente attraverso un umido, ambiente paludoso.
"Perché è stato eroso dalla marea, è impossibile dire se l'intera trackway era composta da ostacoli, o se sono state occasionali ostacoli ad attraversare in particolare patch di terreno bagnato."
Questa scoperta di indica come vi siano stati in zona degli insediamenti dell'età del bronzo antico con un sacco di siti e rituale funebre come barrocci, pietra e sassi in piedi, ma non abitativi strutture.
"La spiegazione di ciò può trovarsi solo nella natura di un nomade, che milita contro la costruzione di abitazioni sostanziale", ha aggiunto l'onorevole Sherman.

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Viaggi a caccia di tesori nascosti, perduti o sommersi (Parte II)

Gli amanti dei viaggi lo dicono da sempre: girare il mondo è un arricchimento. Ogni volta si torna a casa con qualcosa in più. E se la vacanza diventasse una vera fonte di ricchezza? Non solo esperienze, souvenir e fotografie, ma un bottino vero e proprio: dobloni e pietre preziose, come in un film di pirati.
Se cercate un itinerario originale, appassionante come una caccia al tesoro, armatevi di mappa, metal detector, e mettetevi sulle tracce dei corsari. Non servono spade e galeoni: basta scegliere un’antica base dei pirati e sperare che i predoni non abbiano nascosto i loro forzieri troppo bene.
Ecco una lista dei luoghi del tesoro sparsi per il mondo, dalle isole dei Caraibi agli Stati Uniti

SULLE ORME DEI PIRATI
I Caraibi furono il regno dei pirati per eccellenza. Sabbia bianca, acqua cristallina e vegetazione selvaggia offrivano un porto alle navi cariche di bottino; la merce rubata veniva venduta ai commercianti e i predoni festeggiavano nelle taverne sulla costa. Oggi è difficile immaginare quei traffici pericolosi: le isole caraibiche colpiscono per la magnificenza del paesaggio, e nessuno pensa ai loschi contrabbandi che avvenivano dopo il calar del sole. Ma se qualche tesoro fosse ancora nascosto?

Ad esempio a Tortuga, Haiti , che per vent’anni fu un covo di pirati grazie a Jean Le Vasseur, governatore di Francia ma corsaro nel cuore. Dopo aver sfruttato le ricchezze europee per costruire qui una fortezza, Le Vasseur interruppe ogni contatto con la madrepatria e divenne un brigante in piena regola. Solo nel 1665 fu possibile ricondurre Haiti in mani francesi: il nuovo governo non combatté i pirati ma scese a patti con loro, considerandoli i migliori protettori dei suoi domini.


Ma la città della perdizione era Port Royal, in Giamaica, dove i malviventi si rifugiavano tra un attacco e l’altro, col benestare del governo britannico. Vittime dei saccheggi erano le navi francesi e spagnole, che loro malgrado andarono a riempire le casse della città: Port Royal si ampliò e si arricchì fino al 1692, quando un terribile terremoto uccise gran parte della popolazione e inghiottì sotto il livello del mare una buona fetta di isola.

Gli spagnoli, dal canto loro, colonizzarono per primi Curacao, nelle Antille Olandesi, ma presto l’abbandonarono per l’ostilità dell’ambiente e la mancanza di acqua. A rendere fertile l’isola furono gli olandesi, che coltivarono frutta e frumento e inaugurarono un fiorente commercio coi pirati: i fuorilegge rappresentavano un pericolo o una preziosa risorsa, a seconda dei rapporti che si riuscivano a creare.

Questo fu chiaro a Roatan, Honduras, dove migliaia di corsari ebbero asilo nel corso del Seicento. La visitavano spesso Henry Morgan e Lorenz Graff, pirati leggendari che puntavano soprattutto i galeoni spagnoli, pieni di porcellane orientali e argento del Perù. Si dice che negli anni Sessanta il loro tesoro fu ritrovato a Roatan, ma molti giurano che fosse solo una piccola parte: il meglio del bottino sarebbe ancora nascosto in qualche grotta.

Chi non conosce Francis Drake, che per conto della Corona Britannica scoprì le Cayman Islands? Le isole, ricche di tartarughe di mare, attirarono ben presto innumerevoli inglesi curiosi di assaggiare la pietanza esotica. Presto l’arcipelago divenne ricco e famoso, covo dei corsari inglesi fino alla condanna della pirateria, avvenuta nel 1713.

Infine Nassau, a New Providence, nelle Bahamas. Un povero villaggio che i pirati, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, seppero trasformare nella capitale del contrabbando. Il filibustiere inglese Edward Teach, soprannominato Barbanera, era il suo abitante più feroce e spietato: a lui si ispirò Stevenson quando scrisse “L’isola del tesoro”. L’Età dell’Oro della pirateria finì nel 1725, quando la Corona inviò Woods Rogers a New Providence col compito di arrestare i furfanti. Che abbiano dimenticato qualche lingotto sull’isola?

ORO E PIETRE PREZIOSE NEGLI STATI UNITI
Per custodire un tesoro, comunque, non serve un passato da covo dei pirati. Tanti altri luoghi sparsi per il mondo hanno in serbo metalli lucenti, giacimenti di pietre e altri materiali preziosi. È il caso degli Stati Uniti, che da nord a sud rappresentano un Eldorado per i cacciatori di tesori, basta sapere dove cercare. Ecco una lista con qualche suggerimento: non sarà affascinante come una vecchia mappa, ma può portare a scoperte davvero interessanti.

Devil Hills, South Dakota
Se ai gioielli preferite i fossili andate alle Devil Hills, nella regione delle Badlands. Armati di coltelli, pennello e piccone potreste avere la fortuna di trovare uno scheletro di dinosauro! Come è successo negli anni passati ad alcuni archeologi, che hanno scoperto enormi pezzi di osso risalenti al periodo Giurassico (145 milioni di anni fa). Attenzione però: è una caccia delicata, che prevede tecniche specifiche, e se i reperti si rovinassero nell’estrazione sarebbero guai.

Big Sur, California
Big Sur è una regione splendida, ed è il paradiso della giada. Le gemme, tra le più preziose al mondo, si nascondono in mare o lungo la spiaggia: sott’acqua sono ben riconoscibili per la brillantezza eccezionale, ancora meglio se ci si immerge in inverno, dopo una tempesta. Con il mare mosso, infatti, il fondale è schiaffeggiato dalle correnti e i ciottoli di giada si lasciano scoprire, rotolando verso riva o arenandosi su grossi scogli.

Pine Grow, California
La California è anche il regno dei cercatori d’oro, che troveranno pane per i loro denti a Pine Grow, lungo il Mokulmne River. A metà Ottocento, durante la “corsa all’oro”, era sede di una vera e propria miniera: a Roaring Camp si può assistere alle vecchie tecniche di estrazione e si può partecipare a tante attività divertenti, dal rafting alla pesca nel torrente. Di sabato si fa il barbecue, ci sono visite al museo e lezioni gratuite sulla ricerca dell’oro. Ogni pepita trovata è vostra!

Denio, Nevada
Ecco un altro giacimento interessante, questa volta di opali: è la Bonanza Opal Mine di Denio, Nevada, funzionante dai primi anni del Novecento. La stagione ideale va da maggio a settembre, quando il clima si fa caldo e molto secco, ed è bene avere con sé riserve d’acqua, crema solare, un cappello e dei guanti. Un po’ di cibo non guasta, perché gli opali si nascondono in zone remote, di difficile accesso, e la ricerca può richiedere molto tempo. Un bella avventura, al termine della quale potreste avere il secchiello pieno di pietre iridescenti.

Tonopah, Nevada
Le gemme di turchese, con le loro sfumature azzurre e verdi, danno il meglio di sé alla Royston Mine di Tonopah. Ancora una volta siamo in Nevada, dove la famiglia Otteson è tra le poche rimaste a possedere un giacimento funzionante, oltre a una gioielleria che trasforma le pietre in raffinati monili. Per estrarre il turchese servono crema solare, guanti, scarpe comode, viveri e attrezzi per scavare, ma ogni persona può trattenersi per un massimo di tre ore e riempire un solo secchiello. Sarà un tesoro sufficiente?

Brenham, Kansas
Certi tesori piovono dal cielo: sono i meteoriti, che abbondano nei fondali dei laghi e nelle aree desertiche. Se cercate dei frammenti di stelle provate a Brenham, in Kansas, muniti di metal detector e di trapano. Ne è ricca anche la Glorietta Mountain, in New Mexico.

Deming, New Mexico
Se la ricerca di meteoriti vi ha portati in New Mexico, approfittatene per una gita a Deming. Sapete cosa sono i geodi? Cavità rocciose tondeggianti, rivestite di cristalli di ametista, quarzo rosa o ematite. Per non confonderli con una banale pietra osservate la forma esterna: se è sferica, particolarmente regolare, con delle venature che ricordano una foglia, allora usate un trapano o uno scalpello per aprirla: trovare una parete di cristalli al suo interno sarà una sorpresa emozionante. I visitatori possono lasciare il parco di Deming con al massimo 15 libbre di bottino (circa 7 kg).

Murfreesboro, Arkansas
Il Parco Nazionale Crater of Diamonds, in Arkansas, è l’unico giacimento al mondo in cui i visitatori possono davvero cercare i diamanti e portare a casa ciò che trovano. Attrezzato con parco giochi e servizi per il campeggio, il sito è perfetto per una vacanza in famiglia: la preziosa caccia non richiede grandi attrezzature perché i diamanti si trovano sul terreno, in superficie, e durante la ricerca si possono osservare e fotografare cervi, scoiattoli, uccelli e animali selvatici di ogni specie. Se la pietra lucente che avete trovato non vi convince andate al Visitor Center: gli esperti vi diranno se è un diamante o un bel sassolino.

Hiddenite, North Carolina
A meno di un’ora di macchina dal Blue Ridge Parkway di Hiddenite, North Carolina, c’è l’Emerald Hollow Mine, un vero paradiso per gli amanti degli smeraldi. È L’unico giacimento di smeraldi degli Stati Uniti aperto al pubblico: a pagamento si può ottenere il permesso di scavare, dopo aver partecipato alle lezioni sulle gemme e le tecniche di estrazione. Aperto tutto l’anno tranne il Giorno del Ringraziamento, la Vigilia e il giorno di Natale, il parco è vicino alle città di Statesville e Taylorsville, dove troverete ristoranti e alberghi.

Spruce Pine, North Carolina
Infine le Blue Ridge Mountains del North Carolina, perfette per cercare l’acquamarina ma anche granati, pietre di luna, rubini e altri tesori. Riceverete una consulenza gratuita sulle pietre raccolte e non mancheranno degli orefici esperti, pronti ad intagliare la vostra gemma e trasformarla in diretta in un gioiello personalizzato.

FONTE: http://www.ilturista.info

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Il Cercatore Underground


Su segnalazione dell'amico Piermaska, vogliamo informare i nostri lettori che il n.UNO della rivista "Il Cercatore Underground" è ora disponibile in formato .swf
e quindi leggibile in rete.

E' il primo esperimento di una rivista dedicata, scritta direttamente da hobbysti e non da giornalisti di professione.
Saranno pubblicati quattro numeri l'anno ed il numero UNO del 2012 è pronto ad essere distribuito a tutti coloro che decidano di acquistarlo.

I quattro numeri del 2012 saranno disponibili in digitale con abbonamento di 28 euro dove il 30% verrà utilizzato per le spese tecniche ed il 70% sarà devoluto ad una associazione onlus per l'assistenza a bambini malati, quindi oltre ad avere notizie, curiosità e buoni contenuti da leggere si contribuisce anche ad un'opera di beneficenza.
Quest'anno l'associazione a cui verrà devoluto l'importo sarà il " Comitato Maria Letizia Verga", che si impegna nella ricerca per la cura dei bambini malati di leucemia.
Entro l'anno l'aderente all'abbonamento riceverà dalla associazione la ricevuta
del versamento detraibile ai fini fiscali.

Chi desidera partecipare potrà mandare una mail a:

piermaska@tiscali.it

e riceverà inoltre le istruzioni per il versamento.
Nella mail dovrà indicare: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale,
e naturalmente l'indirizzo per ricevere la ricevuta per la detrazione fiscale.

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Viaggi a caccia di tesori nascosti, perduti o sommersi


I TESORI ITALIANI

Ma chi ha detto che bisogna spingersi così lontano, sulle orme dei corsari o verso grandi giacimenti? L’Italia offre tanti spunti di vacanza e non ha niente da invidiare alle mete esotiche: tra borghi, città d’arte e paesaggi sublimi riecheggiano leggende su antichi tesori, ricchi sovrani e mappe andate perdute.

Al nord d’Italia cercate in Piemonte. A Belveglio, in provincia di Asti, il Castello Belvedere cela un labirinto sotterraneo di grotte e gallerie… a cosa può servire, se non a custodire un forziere? In provincia di Torino, a Villar Perosa, c’è invece un vecchio masso con misteriosi disegni in calce, simili a una mappa per chissà quale tesoro. Nessuno è riuscito a decifrarla, ma molti sono convinti che la vallata sia una miniera d’oro.


In Friuli Venezia Giulia scoprirete i misteri di Aquileia, che nel 492 d.C. subì l’assedio delle truppe di Attila. La minaccia convinse la gente del posto ad abbandonare la città, ma non prima di aver sepolto le sue ricchezze in un grande pozzo che ancora oggi, dopo più di un millennio, aspetta di essere trovato.
Non è da meno la Lombardia: sotto il castello di Trezzo sull’Adda si nascondono i beni del Barbarossa, e altre meraviglie riempiono i castelli di Urgnano e Pandino. Pensate che sia tutta una bufala? Qualcuno ci ha creduto sul serio, e infatti per anni è stata attiva a Traviglio (BG) l’associazione “Anonima Tesori”.
Un bel concentrato di leggende circola più a sud, nelle Marche. Pare che Senigallia, nel medioevo, sia stata ricostruita da Sigismondo della Rovere a partire da un mattone d’oro massiccio tuttora disperso, per non parlare dei tesori del castello di Pergola, in provincia di Pesaro e Urbino, e del telaio d’oro che riposerebbe nelle viscere del monte San Cristoforo, presso Amandola, in provincia di Fermo.

Gaeta, nel Lazio, in provincia di Latina, è vicina a un promontorio con una misteriosa spaccatura nella roccia, in cui le onde producono suoni sinistri. Nella grotta, detta Pozzo del Diavolo, sarebbero nascoste anfore e altri oggetti preziosi.
Ma le leggende più pittoresche riguardano la Calabria e la Sicilia. A Cosenza, sul letto del fiume Busento, è sepolto il Re Alarico insieme a tutti i suoi averi, mentre nella vicina Longobuco, sotto una roccia detta “la Gnazzita”, troverebbe rifugio una gallina d’oro con tanto di pulcini preziosi.
Ad Agrigento resta da scoprire il tesoro di Falaride: si dice che molti cacciatori d’oro si siano già addentrati nelle viscere della terra, lungo un intricato labirinto, senza trovare nulla.
L’Italia e il mondo sembrano pieni di tesori che aspettano di essere scoperti. E il bello è che alla fine della gita, se non avrete trovato né oro né gioielli, potrete almeno raccontare un’avventura e avrete ammirato luoghi splendidi, che valgono da soli una vacanza.
Attenzione però: rispettate sempre le leggi locali, e verificate se quello che trovate può essere espatriato o importato in Italia senza incorrere in sanzioni economiche o penali! E in Italia ricordatevi che i patrimoni archeologico, artistico e naturali sono tutelati da leggi!

FONTE: Lorenzo Lovato - http://www.ilturista.info

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SEICENTOMILA MONETE D'ORO DI UN TESORO DI UNA NAVE AFFONDATA RITORNANO IN SPAGNA D'ORO


Il tesoro del galeone spagnolo Nuestra Senora de las Mercedes, affondato da navi da guerra britanniche nel 1804, è tornato in Spagna a bordo di due aerei militari. Le 594mila monete d'argento per circa 17 tonnellate e gli altri oggetti preziosi sono stati ritrovati nel 2007 al largo delle coste del Portogallo dalla società statunitense Odyssey Marine Exploration di Tampa. Una lunga battaglia legale ha deciso del loro destino. Il valore delle monete è di circa 500 milioni di dollari.

FONTE E FOTO: http://www.antikitera.net

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sotto il Quirinale c'e' una miniera d'oro


"L'area sotto il Quirinale e' una miniera d'oro. Credo certamente che abbiamo a che fare con un luogo sacro, forse il tempio di Quirino". L'archeologo Louis Godart, Consigliere del presidente della Repubblica per la tutela del patrimonio artistico, intervistato dall'ADNKRONOS, non nasconde la sua emozione, e le sue speranze, all'indomani dell'annuncio del ritrovamento dei resti di una scultura di eta' romana in un cunicolo che corre sotto la superficie dei giardini del Quirinale.
Il riferimento di Godart al tempio di Qurino apre una nuova prospettiva: il colle del Quirinale prende nome appunto dal dio Quirino, venerato gia' dalle tribu' sabine che in epoca arcaica abitavano il colle. Nel 290 avanti Cristo il console Lucio Papirio Cursore edifico' nell'area un Tempio dedicato al dio, probabilmente fondandolo su un tempio piu' antico dello stesso culto. Generalmente si ritiene che il tempio in questione si trovasse all'incrocio tra le attuali via del Quirnale e via delle Quattro Fontane, sul lato verso piazza Barberini.
Intanto, per Godart si e' realizzato il sogno di ogni archeologo: "scoprire all'improvviso di avere un sito archeologico sotto ai piedi". Godart non ha dubbi: "Vale la pena di proseguire l'indagine, a un metro e mezzo da dove abbiamo ritrovato la statua abbiamo visto imponenti blocchi di travertino, poi vi e' un'area aperta. Tutto il colle e' da indagare. Possiamo dire che i giardini del Quirinale, voluti dai papi, hanno salvato l'area archeologica sottostante"

FOTO: http://www.romatreproject.com
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it

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SCOPERTI I LUOGHI MAGICI DEL TERNANO E DELL’UMBRIA






In Umbria, a metà strada tra Terni e Perugia, c’è una posto dove è posto un arco, un arco secolare, che nella notte del 31 ottobre, (Halloween), diventa un portale tra mondo fisico e ultraterreno. Numerose testimonianze parlano di voci provenire da quell’arco, piccoli bagliori simili a fochi fatui schizzare fuori dal terreno, sentire presenze e essere vittime di qualche strano scherzetto da parte di qualche spettro. Quel luogo è carico di magia, di magnetismo, è una specie di porlate capace di unire, il 31 a notte le due dimensioni. Ecco le altre zone “magiche” dell’Umbria: la zona di Gubbio, Orvieto, la Montagna di Sant’Erasmo a Terni, Umbriano, Carsulae. A Narni è stato scoperto uno dei luoghi più “magici”: Il Convento di San Domenico. Il convento fu un luogo di tortura con una persistenza della carcerazione segreta e della tortura da parte dei clerici a Narni testimoniata da ciò che è stato rinvenuto nei sotterranei di San Domenico. Nei sotteranei fu trovata una stanza tetra, disegnata di simboli religiosi e filosofici, alcuni dei quali risalenti al XIII secolo. Il posto è colmo di atmosfera densa e drammatica, forse è dato dal fatto che i prigionieri, consci del terribile destino che li aspettava, vollero lasciare un segno della tragica vicenda attraverso questi segni. Il posto è ricco di spunti di iconologia magica, nella stanza più grande venivano sadici supplizi, torture, sia per i delinquenti comuni che per gli eretici ed avversari politici della Chiesa. Attraverso la storia di Andra Lombardini, detenuto che nel XVIII secolo, fu autore di simboli e disegni macabri ed inquietanti, con pare descrivere la propria sventura e sostenere una lettura del cristianesimo in chiave esoterica e massonica.In più punti è stata trovata la presenza del simbolo gesuita “IHS“ con la H sormontata da una croce e con tre chiodi incisi di sotto, ciò indica che Lombardini appartenesse a quell’ordine, che dal 1758 subì una repressione in tutta Europa.

Si vocifera che nei sotterranei del convento si possa avvertire la presenza dello spirito del detenuto, come alcuni accadimenti di tipo paranormale. Proprio per provare tale reazione, sono stati chiamati all’interno del posto medium e sensitivi, che hanno confermato la presenza di qualcosa di strano. Il convento custodisce una splendida cappella medievale affrescata oltre che differenti resti di opere idrauliche romane, non soltanto dimostra la vastità dei misteri che caratterizzano il patrimonio artistico e monumentale italiano, ma diventa se fatta per bene, un’esperienza di grande suggestione, di profonda riflessione sulla follia che possono esprimere gli uomini ai danni dei propri simili.

FONTE: Miti e Misteri.it

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