Questa monetina vale 2.500 euro






Odiati da molti e temuti da altri, i bronzi di 1, 2 e 5 centesimi sono bistrattati da quando l'euro ha sostituito la nostra lira, eppure adesso potrebbero essere ampiamente rivalutati. Pare infatti che sul mercato siano stati immessi 7000 pezzi da 1 cent con la stampa della Mole Antonelliana sopra anziché Castel del Monte (in Puglia)! Il simbolo di Torino infatti dovrebbe stare unicamente su un lato dei 2 cents e non su quello da 1 cent! Questo scherzetto tipografico può costare un occhio della testa, letteralmente! Le poche migliaia di esempi ormai in giro valgono ben 250.000 volte il loro valore nominale, che tradotto in soldoni vuol dire 2.500 euro. L'errore particolarmente esoso può sembrare a prima vista una semplice distrazione, ma gli esperti di numismatica sanno che almeno in questo campo niente succede per caso e che quei preziosissimi bronzi sono già 'destinati'. È pur vero, però, che un colpo di fortuna può sempre succedere, quindi tutti pronti per la caccia all’intruso?

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Le vecchie lire che valgono un piccolo tesoro

La 10 lire del 1947 è considerata il santo Graal delle vecchie lire italiane, il suo valore può arrivare fino a 4000, 5000 euro.



Tutte le monete emesse tra il 1946 e il 1947 Sono state le prime della Repubblica, sono piuttosto rare. Se le trovate, possono andare da un minimo di 80 euro al massimo rappresentato proprio dalla 10 lire del 1947.





La 5 lire del 1956 Ha sul mercato un valore che può andare dai 50/60 euro fino a 2000 euro, a seconda dello stato di conservazione.



La 2 lire del 1958 Può andare da un minimo di 80/100 euro a un massimo di 500 euro



La 50 lire del 1958 Può essere valutata da 20 fino a un massimo di 2000 euro: dipende sempre da quanto è graffiata e logorata.



Per tutte le altre monete della vecchia lira vale il discorso del fior di conio. Quindi possono avere valore soltanto se sono state conservate con tecniche numismatiche e non sono mai state usate. L'utilizzo non può che averle deteriorate irrimediabilmente. Quindi qualunque altra moneta che non sia tra quelle precedenti e che ritroviate sul fondo del cassetto può avere valore soltanto affettivo.

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L'errore sulle 500 lire che nessuno aveva notato



Una moneta elegante, bellissima, quella promossa dall'allora Ministro del Tesoro Giuseppe Medici che inaugurò il conio di una nuova unità, la 500 Lire. Eppure dietro questa moneta si cela un clamoroso errore che fece molto discutere gli esperti del tempo e che arricchì gli appassionati di numismatica. La 500 Lire in argento fu una delle prime monete d'argento della Repubblica italiana e resta un esemplare di grande fascino tra quelle coniate dalla Zecca di Stato. Il progetto fu affidato a Pietro Giampaoli, capo incisore della Zecca, che modellò su una faccia del tondo un profilo di donna in stile rinascimentale, ispirato a sua moglie Letizia Savonitto. Il volto fu circondato da stemmi di città e regioni italiane. Per l'altra faccia della moneta Giampaoli scelse in principio una rosa, ma il fiore non si adattava allo stile e al messaggio che si voleva affidare alla circolazione del tondino d'argento. Per questa ragione il compito di coniare la nuova 500 Lire passò a Guido Veroi che ebbe l'intuizione di comunicare il rinascimento economico nazionale associandolo alla scoperta dell'America, riproducendo tre caravelle. Si passò così a realizzare un modello di prova della nuova moneta che doveva essere consegnata a tutti i parlamentari uscenti del governo in carica. Alla fine del 1957 si realizzarono 1.070 esemplari con la dicitura "prova" impressa al dritto in basso, lungo il bordo: i parlmentari del tempo ne ricevettero un esemplare. La nuova moneta vide la luce con queste caratteristiche: sulla prima faccia c'era una figura di donna contornata dai 19 stemmi di città e regioni italiane: Genova, Torino, Aosta, Milano, Trento, Venezia, Trieste ed Udine, Bologna, Firenze, Ancona, Perugina, Roma, L'Aquila, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Sicilia, Cagliari. Gli ultimi due stemmi appaiono seminascosti dal busto: si ipotizza che possano essere quelli del Molise e Campobasso. In fondo si legge il nome dell'autore "Giampaoli". Sull'altra faccia si vedono tre caravelle con la scritta "repvbblica italiana". In basso è indicato il valore "L. 500". I giudizi sulla bellezza della moneta furono unanimi. Tuttavia il 10 dicembre 1957 un capitano della marina, Giusco di Calabria, segnalò il clamoroso errore: le bandiere degli alberi maestri delle tre caravelle erano disposte "controvento", cioè a sinistra. Le autorità competenti presero molto sul serio la segnalazione e meditarono se fosse più o meno opportuno dare corso legale al nuovo conio. Ma consultando alcune stampe marinare si notò che le bandiere venivano rappresentate disposte in tutte le direzioni, per cui nemmeno gli esperti furono in grado di determinare se si trattasse di un effettivo errore. La polemica si diffuse e finì sulle pagine del quotidiano "Il Tempo" dove intervenne anche il Genio navale: "Si riesce a navigare anche controvento". La disposizione delle vele che appaiono nella moneta, in tutta la loro ampiezza, confermava che non si trattava di un errore nella direzione delle bandiere, ma che quindi la posizione era esatta. Mentre, per vedere le bandiere spinte in avanti, si sarebbero dovute vedere le vele di profilo, "sottili come spicchi di luna": non si tratta dunque di un errore ma di navigare con vento in bolina. Anche Guido Veroi, laureato in ingegneria con una tesi sviluppata proprio sulle costruzioni marittime, concordò sul fatto che la disposizione delle bandiere era assolutamente regolare e, quindi, non era stato commesso alcun errore nella disposizione delle stesse sul rovescio della moneta.Dato che la fabbricazione della moneta non era ancora iniziata, per evitare problemi successivi si decise di capovolgere le bandiere disponendole nel senso tradizionale. Il modello fu modificato ed i 1.070 pezzi distribuiti si tesaurizzarono, e quei pochi che passarono da un collezionista all'altro raggiunsero i prezzi da capogiro. La moneta entrò in circolazione l'anno successivo, nel 1958. La vecchia 500 Lire fu una moneta di grande successo. Pesava di 11 grammi con diametro 29,50 mm. Entrò in circolazione il 28 agosto 1958 (D.M. del 12 aprile 1958) con 24.240.000 pezzi e continuò ad essere battuta fino ai giorni nostri, salvo due brevi intervalli (1962-1963 e 1971-1979). Ma la circolazione della moneta fu in realtà molto breve perché dalla seconda metà degli anni '60, aumentando il costo dell'argento, ne divenne proibitiva la coniazione. Le "caravelle" furono tesaurizzate e sostituite da un biglietto di stato di uguale valore nominale. FONTE E FOTO: https://it.finance.yahoo.com

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Tesori trovati in Indonesia nei territori devastati dal tusmani del 2004



Una povera donna del villaggio alla ricerca di ostriche in una palude ha trovato un secolare contenitore pieno di monete d'oro - un favoloso tesoro sdradicato da un antico cimitero a causa dello tsunami del 2004. In una storia che stimola l'immaginazione, la scoperta casuale del contenitore, coperto di corallo e gusci di ostriche, ha scatenato una mini corsa all'oro nelle paludi intorno Gampong Pande villaggio nel nord della regione indonesiana di Banda Aceh, che è stata duramente colpita dallo tsunami. L'onda di marea ha strappato tombe nell'antico cimitero contenente le ossa di governanti del 13 ° secolo che sono stati sepolti con i loro tesori.

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Usa, cane a passeggio trova un tesoro di 10 milioni di dollari

Sembrava una passeggiata come tante altre e invece nell’aprile dell’anno scorso la vita di una coppia californiana di mezza età è cambiata per sempre: il loro cane scavando nei pressi di un vecchio albero, ha portato alla luce un tesoro del valore di ben 10 milioni di dollari (circa 7,5 milioni di euro) Niente male per una tranquilla passeggiata con il fidato amico, che probabilmente da quel giorno è diventato ancora più prezioso agli occhi dell’incredula coppia di una cittadina del nord della California. Sono sei e di grandezze differenti i contenitori di metallo arruginiti rinvenuti dai fortunati signori, che una volta aperti hanno rivelato agli occhi meravigliati degli avventori un inaspettato contenuto: apparentemente solo alcune monete d’oro sporche di terra, in realtà l’esperto della Kagin’s, una società americana da 80 anni specializzata in numismatica chiamato per analizzarle, ha realizzato subito di trovarsi davanti a 1.411 rare monete d’oro fior di conio risalenti alla seconda metà dell’Ottocento.
Un po’ di storia


Le due persone hanno ovviamente preferito mantenere l’anonimato, tuttavia la notizia è stata diffusa il 25 febbraio dalla casa numismatica Kagin’s, che ha rivelato alcuni dettagli dell’eccezionale scoperta di “The Saddle Ridge Treasure”, così è stato chiamato il tesoro dagli scopritori. Per esempio sappiamo che le monete sono state coniate tra il 1847 e il 1894 e valgono complessivamente oltre 28 mila dollari. «Nemmeno nei miei sogni mi sarei mai immaginato di trovarmi davanti a qualcosa del genere», ha dichiarato David McCarthy, l’esperto della Kagin’s inviato a valutare il tesoro. «Incredibile: una quantità simile di monete d’oro perfettamente conservate, alcune addirittura in uno stato migliore di quelle che si trovano nelle collezioni dei musei». Il precedente ritrovamento di monete d’oro di maggior rilievo risale al 1995 negli Stati Uniti, precisamente nel Tennessee, vendute per circa un milione di dollari. Ma che fine farà questo ricco bottino? Kagin’s lascia trapelare che il 90% delle monete saranno messe in vendita tramite Amazon.com. Chiunque quindi potrà avere un pezzo del prezioso tesoro… ma a che prezzo? FONTE E FOTO: http://www.datamanager.it

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Un'antica moneta svela la missione segreta di Francis Drake

Un pensionato trova uno scellino inglese di metà '500 in una zona ufficialmente esplorata solo due secoli dopo. Torna in auge la teoria che parla di un viaggio compiuto dal celebre corsaro e tenuto segreto per volere della regina Elisabetta I
È il sogno di ogni appassionato di archeologia: trovare un reperto capace di riscrivere la storia. Bruce Campbell, un 59enne installatore di antifurti in pensione che vive nel Canada occidentale, è riuscito nell’impresa grazie a un metal detector acquistato per soli 3mila dollari. A metà dicembre ha trovato una moneta inglese del sedicesimo secolo sepolta nel fango sulle rive di un fiume a un centinaio di metri da casa sua. Una scoperta che divide gli storici e che potrebbe portare alla luce una missione segreta condotta 435 anni fa da Francis Drake per ordine della regina Elisabetta I. Un'area ufficialmete esplorata solo due secoli dopo Come è possibile che uno scellino di 33 millimetri di diametro, coniato a Londra tra il 1551 e il 1553, possa creare scompiglio tra i ricercatori? Ebbene, ufficialmente la Columbia britannica, la zona dove vive il signor Campbell, fu esplorata solo a partire dal 1774. Secondo i documenti giunti sino a noi, a metà del sedicesimo secolo gli europei si erano spinti solo fino alla California, che si trova molto più a sud.


"Una missione segreta di 435 anni fa" La scoperta di Bruce Campbell riporta in voga una teoria che circola da una quindicina d’anni e che nel 2003 è stata esposta nel libro “Il viaggio segreto di Sir Francis Drake” di Samuel Bawlf. Secondo l’autore, nel 1579 il celebre corsaro si sarebbe spinto fino alla zona del Canada dove oggi sorge Vancouver per cercare un collegamento tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Atlantico. Non trovò nulla, ma lasciò delle monete ai nativi per mostrare a chi sarebbe arrivato più tardi che quelle terre erano britanniche. Altri due scellini sono stati infatti scoperti in quell’area nel 1930 e nel 1970. Al rientro a Londra, la regina Elisabetta I avrebbe però imposto a Drake e al suo equipaggio di mantenere il segreto sul loro viaggio per non incoraggiare l’espansione coloniale spagnola nella zona. Dibattito aperto I documenti relativi a quella spedizione sono bruciati in un incendio nella metà del Seicento e molti storici restano comunque scettici sulla teoria. La moneta potrebbe infatti essere finita lì anche secoli dopo essere stata coniata. “Non sono ne a favore né contro ma baso le mie conoscenze su due aspetti: gli scritti dell’epoca e le scoperte archeologiche – dice Grant Keddie del Museo reale della Columbia Britannica – Se a una scoperta non si affiancano dei documenti che la avvalorino, diventa una leggenda urbana”. Campbell: "Non potrò mai trovare qualcosa di più antico" Quel che è certo è che lo scellino trovato da Bruce Campbell è autentico. All’archeologo amatore questo basta e avanza: “Non c’è alcuna possibilità che io possa trovare qualcosa di più antico”, dice soddisfatto. FONTE E FOTO: http://www.rainews.it

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Archeologia: sorpreso a impossessarsi reperti, arrestato

(ANSA) - Reperti di interesse archeologico provenienti dal sito di Capo Colonna, a Crotone, sono stati sequestrati dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza e della Compagnia di Crotone che hanno anche posto ai domiciliari I.F., 34 anni. L'uomo è stato sorpreso mentre si impossessava dei reperti, recuperati grazie ad un metal detector di ultima generazione. È accusato di violazioni in ricerche archeologiche, impossessamento illecito di beni culturali e danneggiamento. FONTE:ANSA

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