giovedì 8 marzo 2012

Viaggi a caccia di tesori nascosti, perduti o sommersi (Parte II)

Gli amanti dei viaggi lo dicono da sempre: girare il mondo è un arricchimento. Ogni volta si torna a casa con qualcosa in più. E se la vacanza diventasse una vera fonte di ricchezza? Non solo esperienze, souvenir e fotografie, ma un bottino vero e proprio: dobloni e pietre preziose, come in un film di pirati.
Se cercate un itinerario originale, appassionante come una caccia al tesoro, armatevi di mappa, metal detector, e mettetevi sulle tracce dei corsari. Non servono spade e galeoni: basta scegliere un’antica base dei pirati e sperare che i predoni non abbiano nascosto i loro forzieri troppo bene.
Ecco una lista dei luoghi del tesoro sparsi per il mondo, dalle isole dei Caraibi agli Stati Uniti

SULLE ORME DEI PIRATI
I Caraibi furono il regno dei pirati per eccellenza. Sabbia bianca, acqua cristallina e vegetazione selvaggia offrivano un porto alle navi cariche di bottino; la merce rubata veniva venduta ai commercianti e i predoni festeggiavano nelle taverne sulla costa. Oggi è difficile immaginare quei traffici pericolosi: le isole caraibiche colpiscono per la magnificenza del paesaggio, e nessuno pensa ai loschi contrabbandi che avvenivano dopo il calar del sole. Ma se qualche tesoro fosse ancora nascosto?

Ad esempio a Tortuga, Haiti , che per vent’anni fu un covo di pirati grazie a Jean Le Vasseur, governatore di Francia ma corsaro nel cuore. Dopo aver sfruttato le ricchezze europee per costruire qui una fortezza, Le Vasseur interruppe ogni contatto con la madrepatria e divenne un brigante in piena regola. Solo nel 1665 fu possibile ricondurre Haiti in mani francesi: il nuovo governo non combatté i pirati ma scese a patti con loro, considerandoli i migliori protettori dei suoi domini.

Ma la città della perdizione era Port Royal, in Giamaica, dove i malviventi si rifugiavano tra un attacco e l’altro, col benestare del governo britannico. Vittime dei saccheggi erano le navi francesi e spagnole, che loro malgrado andarono a riempire le casse della città: Port Royal si ampliò e si arricchì fino al 1692, quando un terribile terremoto uccise gran parte della popolazione e inghiottì sotto il livello del mare una buona fetta di isola.

Gli spagnoli, dal canto loro, colonizzarono per primi Curacao, nelle Antille Olandesi, ma presto l’abbandonarono per l’ostilità dell’ambiente e la mancanza di acqua. A rendere fertile l’isola furono gli olandesi, che coltivarono frutta e frumento e inaugurarono un fiorente commercio coi pirati: i fuorilegge rappresentavano un pericolo o una preziosa risorsa, a seconda dei rapporti che si riuscivano a creare.

Questo fu chiaro a Roatan, Honduras, dove migliaia di corsari ebbero asilo nel corso del Seicento. La visitavano spesso Henry Morgan e Lorenz Graff, pirati leggendari che puntavano soprattutto i galeoni spagnoli, pieni di porcellane orientali e argento del Perù. Si dice che negli anni Sessanta il loro tesoro fu ritrovato a Roatan, ma molti giurano che fosse solo una piccola parte: il meglio del bottino sarebbe ancora nascosto in qualche grotta.

Chi non conosce Francis Drake, che per conto della Corona Britannica scoprì le Cayman Islands? Le isole, ricche di tartarughe di mare, attirarono ben presto innumerevoli inglesi curiosi di assaggiare la pietanza esotica. Presto l’arcipelago divenne ricco e famoso, covo dei corsari inglesi fino alla condanna della pirateria, avvenuta nel 1713.

Infine Nassau, a New Providence, nelle Bahamas. Un povero villaggio che i pirati, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, seppero trasformare nella capitale del contrabbando. Il filibustiere inglese Edward Teach, soprannominato Barbanera, era il suo abitante più feroce e spietato: a lui si ispirò Stevenson quando scrisse “L’isola del tesoro”. L’Età dell’Oro della pirateria finì nel 1725, quando la Corona inviò Woods Rogers a New Providence col compito di arrestare i furfanti. Che abbiano dimenticato qualche lingotto sull’isola?

ORO E PIETRE PREZIOSE NEGLI STATI UNITI
Per custodire un tesoro, comunque, non serve un passato da covo dei pirati. Tanti altri luoghi sparsi per il mondo hanno in serbo metalli lucenti, giacimenti di pietre e altri materiali preziosi. È il caso degli Stati Uniti, che da nord a sud rappresentano un Eldorado per i cacciatori di tesori, basta sapere dove cercare. Ecco una lista con qualche suggerimento: non sarà affascinante come una vecchia mappa, ma può portare a scoperte davvero interessanti.

Devil Hills, South Dakota
Se ai gioielli preferite i fossili andate alle Devil Hills, nella regione delle Badlands. Armati di coltelli, pennello e piccone potreste avere la fortuna di trovare uno scheletro di dinosauro! Come è successo negli anni passati ad alcuni archeologi, che hanno scoperto enormi pezzi di osso risalenti al periodo Giurassico (145 milioni di anni fa). Attenzione però: è una caccia delicata, che prevede tecniche specifiche, e se i reperti si rovinassero nell’estrazione sarebbero guai.

Big Sur, California
Big Sur è una regione splendida, ed è il paradiso della giada. Le gemme, tra le più preziose al mondo, si nascondono in mare o lungo la spiaggia: sott’acqua sono ben riconoscibili per la brillantezza eccezionale, ancora meglio se ci si immerge in inverno, dopo una tempesta. Con il mare mosso, infatti, il fondale è schiaffeggiato dalle correnti e i ciottoli di giada si lasciano scoprire, rotolando verso riva o arenandosi su grossi scogli.

Pine Grow, California
La California è anche il regno dei cercatori d’oro, che troveranno pane per i loro denti a Pine Grow, lungo il Mokulmne River. A metà Ottocento, durante la “corsa all’oro”, era sede di una vera e propria miniera: a Roaring Camp si può assistere alle vecchie tecniche di estrazione e si può partecipare a tante attività divertenti, dal rafting alla pesca nel torrente. Di sabato si fa il barbecue, ci sono visite al museo e lezioni gratuite sulla ricerca dell’oro. Ogni pepita trovata è vostra!

Denio, Nevada
Ecco un altro giacimento interessante, questa volta di opali: è la Bonanza Opal Mine di Denio, Nevada, funzionante dai primi anni del Novecento. La stagione ideale va da maggio a settembre, quando il clima si fa caldo e molto secco, ed è bene avere con sé riserve d’acqua, crema solare, un cappello e dei guanti. Un po’ di cibo non guasta, perché gli opali si nascondono in zone remote, di difficile accesso, e la ricerca può richiedere molto tempo. Un bella avventura, al termine della quale potreste avere il secchiello pieno di pietre iridescenti.

Tonopah, Nevada
Le gemme di turchese, con le loro sfumature azzurre e verdi, danno il meglio di sé alla Royston Mine di Tonopah. Ancora una volta siamo in Nevada, dove la famiglia Otteson è tra le poche rimaste a possedere un giacimento funzionante, oltre a una gioielleria che trasforma le pietre in raffinati monili. Per estrarre il turchese servono crema solare, guanti, scarpe comode, viveri e attrezzi per scavare, ma ogni persona può trattenersi per un massimo di tre ore e riempire un solo secchiello. Sarà un tesoro sufficiente?

Brenham, Kansas
Certi tesori piovono dal cielo: sono i meteoriti, che abbondano nei fondali dei laghi e nelle aree desertiche. Se cercate dei frammenti di stelle provate a Brenham, in Kansas, muniti di metal detector e di trapano. Ne è ricca anche la Glorietta Mountain, in New Mexico.

Deming, New Mexico
Se la ricerca di meteoriti vi ha portati in New Mexico, approfittatene per una gita a Deming. Sapete cosa sono i geodi? Cavità rocciose tondeggianti, rivestite di cristalli di ametista, quarzo rosa o ematite. Per non confonderli con una banale pietra osservate la forma esterna: se è sferica, particolarmente regolare, con delle venature che ricordano una foglia, allora usate un trapano o uno scalpello per aprirla: trovare una parete di cristalli al suo interno sarà una sorpresa emozionante. I visitatori possono lasciare il parco di Deming con al massimo 15 libbre di bottino (circa 7 kg).

Murfreesboro, Arkansas
Il Parco Nazionale Crater of Diamonds, in Arkansas, è l’unico giacimento al mondo in cui i visitatori possono davvero cercare i diamanti e portare a casa ciò che trovano. Attrezzato con parco giochi e servizi per il campeggio, il sito è perfetto per una vacanza in famiglia: la preziosa caccia non richiede grandi attrezzature perché i diamanti si trovano sul terreno, in superficie, e durante la ricerca si possono osservare e fotografare cervi, scoiattoli, uccelli e animali selvatici di ogni specie. Se la pietra lucente che avete trovato non vi convince andate al Visitor Center: gli esperti vi diranno se è un diamante o un bel sassolino.

Hiddenite, North Carolina
A meno di un’ora di macchina dal Blue Ridge Parkway di Hiddenite, North Carolina, c’è l’Emerald Hollow Mine, un vero paradiso per gli amanti degli smeraldi. È L’unico giacimento di smeraldi degli Stati Uniti aperto al pubblico: a pagamento si può ottenere il permesso di scavare, dopo aver partecipato alle lezioni sulle gemme e le tecniche di estrazione. Aperto tutto l’anno tranne il Giorno del Ringraziamento, la Vigilia e il giorno di Natale, il parco è vicino alle città di Statesville e Taylorsville, dove troverete ristoranti e alberghi.

Spruce Pine, North Carolina
Infine le Blue Ridge Mountains del North Carolina, perfette per cercare l’acquamarina ma anche granati, pietre di luna, rubini e altri tesori. Riceverete una consulenza gratuita sulle pietre raccolte e non mancheranno degli orefici esperti, pronti ad intagliare la vostra gemma e trasformarla in diretta in un gioiello personalizzato.

FONTE: http://www.ilturista.info

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