giovedì 25 settembre 2014

Nuova App: Maestro Metal Detector








Questa applicazione trasforma il tuo telefono in un magnetometro potente, e vi mostrerà la forza e la direzione dei campi magnetici in 3D. Potete usarlo come un metal detector per gli intervalli brevi o metalli di grandi dimensioni, è possibile verificare la presenza di campi elettromagnetici attorno a voi o si può semplicemente giocare un po 'ed esplorare.

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Una famiglia in Florida ha trovato più di $ 300,000 dollari in tesori




Una famiglia in Florida ha trovato più di $ 300,000 dollari di tesori d'oro al largo della costa della Florida . La famiglia che caccia tesori professionalmente attraverso la loro società Booty Salvage ,la loro più grande scoperta in passato è stato un piatto d'argento spagnolo al prezzo di $ 30.000 a $ 40.000. Si ritiene che le merci provenivano dal naufragio di un uragano nel 1715 che affondò 11 navi spagnole . Queens Jewels , la società che detiene i diritti di tuffarsi nella zona, vanta risultati di statue , monete e altri oggetti storici. " Quasi ogni giorno troviamo naufragio artefatti , palle di moschetto , ceramiche , " ha spiegato il co-fondatore Brent Brisben . " E 'veramente sorprendente . " Il mese scorso 51 monete d'oro del valore di $ 250.000 sono stati scoperti . In base al listato di carico delle navi , Brisben stima che solo 175 milioni dollari del valore di 600 milioni di dollari tesori sono stati trovati .

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lunedì 15 settembre 2014

3 Raduno Metal Detector Italia

Il Gruppo Facebook Metal Detector Italia ha messo in moto la macchina organizzativa del prossimo evento: il Terzo Raduno Nazionale. Il raduno si terrà il 20 ed il 21 Settembre presso la località Prati di Stroncone (Stroncone/Terni). Al raduno potrà partecipare chiunque ed è prevista una quota di iscrizione pari a 10 euro.

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giovedì 4 settembre 2014

Grande guerra, trovati i resti di un soldato sul Freikofel



Articolo di Gino Grillo
Alla fine del mese di luglio, mentre sulla cima Freikofel lavoravano i volontari piemontesi dell’Ana di Novara e della Valsaisa, sono stati rinvenuti resti umani riconducibili a un caduto della Prima guerra mondiale PALUZZA. Alla fine del mese di luglio, mentre sulla cima Freikofel lavoravano i volontari piemontesi dell’Ana di Novara e della Valsaisa, sono stati rinvenuti resti umani riconducibili a un caduto della Grande guerra, di nazionalità sconosciuta, scoperti in territorio italiano sul versante nord del Freikofel, in prossimità delle prime linee austriache. L’associazione Amici delle Alpi Carniche ha immediatamente attivato la procedura d’uso in questi casi, avvisando i carabinieri della locale stazione che, insieme ai colleghi del soccorso alpino di Tolmezzo, sono saliti in quota per i rilievi. La notizia viene data solo ora considerato che i lavori nel sito in quota non erano ancora terminati e vi era la concreta possibilità di trovare ancora dei poveri resti. Da qualche anno il Freikofel restituisce soventemente resti dei caduti. A questo proposito il direttore del museo all’aperto Luca Piacquadio vorrebbe proporre alle competenti autorità di dichiarare l’intera monte del Freikofel «zona sacra, in quanto essa è praticamente un cimitero». Piacquadio ricorda che recentemente il sindaco Massimo Mentil ha rinnovato il divieto assoluto, su tutto il territorio comunale comprendente Pal Piccolo, Freikofel, Pal Grande, Avostanis, Cellon e Creta di Collina, dell’utilizzo del metal detector, in quanto ultimamente su ripetute segnalazioni dell’associazione Amici delle Alpi Carniche, vi sono sempre più frequenti pellegrinaggi a scopo di asportazione, per successiva vendita, di reperti storici, distruggendo contemporaneamente opere campali, flora e fauna. «Le autorità competenti sono state avvisate e sono all’erta attendendo che alcuni di questi sciacalli venga colto in flagrante». Ora la stagione di scavi è quasi terminata, i lavori hanno dato risultati proficui, nonostante l’inclemenza del tempo, rendendo il museo all’aperto Freikofel Pal Grande ancora più interessante e completo in attesa del centenario della Grande guerra. FONTE E FOTO: http://messaggeroveneto.gelocal.it

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Gb, caccia al tesoro sulla spiaggia di Folkestone




Per trovare trenta mini-lingotti d’oro sepolti nella sabbia Londra 29 ago. (ASCA) – Centinaia di cercatori d’oro dilettanti si sono radunati sulla spiaggia inglese di Folkestone, nella speranza di ritrovare 30 mini-lingotti da 24 carati, sepolti nella sabbia dall’artista tedesco Michael Salistorfer. L’iniziativa fa infatti parte del Festival di Folkestone, che ha come obbiettivo rendere il mondo dell’arte piu’ accessibile al pubblico. L’impresa peraltro non e’ affatto semplice: i partecipanti alla caccia al tesoro dovranno attendere la bassa marea e per scoraggiare i piu’ tecnologici, armati di metal detector, insieme ai lingotti sono stati sepolti numerosi oggetti metallici e di altra natura. (fonte Afp) Mgi Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

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Valenza: Un albo per i metaldetector




VALENZA – La ricerca con il metal detector, incentivata tanto dalla crisi quanto dalla curiosità delle persone, è divenuta un “autentico tormentone”, soprattutto con la bella stagione, tanto che sia i turisti sia i bagnanti delle spiagge hanno affollato gli spazi più inaspettati del nostro Paese, culla dei più strani oggetti derivanti altresì dalla nostra storia millenaria, sfondo di tante vicissitudini belliche e delle molteplici tradizioni che caratterizzano il nostro popolo. Questa pratica, che ha contribuito a fare dei più disparati territori italiani, dei veri e propri campi per la caccia al tesoro, tanto da costringere, ad esempio, la Regione Veneto a emanare già nel 2011 una Legge Regionale (la L.R. n. 17 del 12.08.2011, nda) per disciplinare il fenomeno del ritrovamento di cimeli della Grande Guerra, arriva anche nella nostra Città. Come qualche alessandrino passato agli onori delle cronache per aver reso fatto del metal detecting una valida risposta alla crisi, anche a Valenza qualche cittadino che sta dedicandosi ad una simile attività esiste. “Di alcuni di loro” – commenta Alessandro Deangelis, Consigliere Comunale – “ne sono venuto a conoscenza in modo singolare, e quando mi hanno chiesto come dovessero comportarsi, e quali adempimenti amministrativi seguire, per utilizzare la loro strumentazione. Dopo un’interessante ricerca normativa, condotta con l’aiuto da parte del Comando di Polizia Locale, ho scoperto che nella nostra Regione non sono previsti obblighi per i detentori di metal detector”. Infatti, come in Piemonte, anche in Italia non esiste una legislazione in cui compaia l'espressione "metal detector". Nel silenzio di una legge specifica, pertanto, si rimanda sia all’articolo 90 del Codice dei Beni Culturali per cui "tutti gli oggetti rinvenuti con in zone non soggette a vincolo e in ricerche non archeologiche entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute", oppure all'articolo 927 del Codice civile per cui "chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo all'ufficio preposto a tale scopo o rivolgersi al posto di polizia più vicino, indicando le circostanze del ritrovamento". “Sebbene, per la fattispecie dei nostri concittadini si sia consigliato loro – conclude Deangelis – Di rivolgere all’attenzione del sindaco una semplice comunicazione scritta circa codesta attività da loro condotta durante l’anno, e solo in determinate aree, mi sono reso conto che, a livello comunale, per meglio venire incontro alle esigenze dei cosiddetti "cercatori", si potrebbe tentare di regolamentare il «metal detecting», pur nel rispetto di chi lo pratica, senza prevedere nessun obbligo od onere particolare, ma nel verso di censire coloro che utilizzano il proprio metal detector sul territorio comunale. Così facendo, se l’Amministrazione Comunale intendesse istituire un Albo Cittadino, potrebbe monitorare l’effettiva entità di un fenomeno sempre più in espansione a livello nazionale, di cui in città non si conosce la dimensione, mentre i concittadini interessati saprebbero come fare a comunicare all’Ente della propria ricerca, senza timore di incorrere in ipotetiche sanzioni, ma nella consapevolezza di fare un servizio utile e indirettamente incentivato dal Comune”. FONTE: http://www.alessandrianews.it

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Per tutti gli appassionati di militaria: Musei aperti a Roncofreddo

Musei aperti a Roncofreddo domenica Eventi a Cesena Domenica prossima 7 settembre i musei di Roncofreddo saranno aperti e visitabili dalle ore 15.00 alle 18.00: il Museo del Fronte Rubicone ’44, il Museo di Arte Sacra e la Collezione Mongiusti. Il Museo del Fronte, allestito all'interno di un'antica cantina del centro storico utilizzata come stazione radio dagli alleati, è stato reso fruibile al pubblico grazie alla collaborazione tra Paolo Savini e l'Amministrazione Comunale di Roncofreddo. Paolo Savini, attento conoscitore delle vicende belliche della II° Guerra Mondiale, dal 1979 ha raccolto numeroso materiale inerente la Battaglia del Rubicone, decisiva per lo sfondamento della Linea Gotica. Il percorso espositivo si snoda tra la suggestione di cimeli, uniformi, documenti e immagini del periodo. Molti gli oggetti provenienti dai campi di battaglia della zona ritrovati con l'ausilio del metal detector. Il museo è stato visitato anche da diversi reduci alleati e tedeschi della battaglia del Rubicone che hanno voluto lasciare testimonianza con la donazione di alcuni oggetti. Il Museo del Fonte si trova in via Matteotti n. 91. Per informazioni tel. 338/4778871 e-mail: museorubicone44@libero.it.

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