lunedì 6 ottobre 2014

Camminando col metal detector....

C’è chi va a spasso con i bastoni dal nordic walking, chi con il proprio cane e chi, invece, con un cercametalli. Succede ad Odalengo Piccolo dove, Adriano Triveri, da circa un anno, ha scelto di dotarsi, per le proprie camminate, di un metal detector, ovvero dello strumento che utilizza l’induzione elettromagnetica per rilevare la presenza di metalli. Una stravaganza? Può essere. Sta di fatto che, le sue camminate, hanno fruttato moneta. A parte qualche lattina e tappo di bottiglia, è stato sorprendente ed inaspettato, lo straordinario ritrovamento di monete antiche, alcune delle quali risalenti ai primi secoli della Chiesa. Si tratta, ad oggi, di ben 39 monete, la cui datazione si attesta tra il 180-192 d.C. ed il 1958-1998. Le monete, come i tartufi, sono state dissotterrate a circa 10 centimetri di profondità.
Già Giuseppe Niccolini, nella sua pubblicazione “A zonzo per il circondario di Casale” scrisse: “… nella valle di Marco, la quale il cavaliere Gonella opina fosse popolatissima negli andati tempi … il cavaliere dissotterra, studia e conserva idoletti, monete e anella…”. Insomma la cronaca di un ritrovamento annunciato, ma bisognoso di essere interpretato. Il lavoro di pulitura, classificazione e catalogazione è così stato affidato all’odalenghese di origine Bruno Brera, scopertosi, a sua insaputa, appassionato di numismatica. Un interesse che ha evidentemente maturato dopo aver apprezzato il prezioso ritrovamento. “A mio avviso” ha dichiarato Brera “si tratta di una raccolta interessante per la varietà di monete che la compongono anche se” ha precisato “sono evidentemente caratterizzate da un pessimo stato di conservazione”. E’ tuttavia significativa la presenza di numerose e differenti monete concentrate, in particolar mondo, nella valle di Odalengo Piccolo, la cosiddetta “strada ducale” già documentata nella Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani dipinte nel 1580-83. Un percorso dunque particolarmente battuto già dai tempi dell’Impero Romano. Le monete più antiche, alcune poco leggibili, risalgono agli imperatori romani Commodo 180-192 d.C., Alessandro Severo 222-235, Triboniano 251-253, Claudio 268-269 e Aureliano 274. “In una moneta” ha precisato Brera “si intuisce il profilo con il quale veniva effigiato Costantino 324-325. Dopo il periodo imperiale romano dal quale provengono queste poche, ma significative monete” ha aggiunto il numismatico “abbiamo un vuoto di circa 800/900 anni, per arrivare ad una moneta di Federico II di Svevia (1220-1250) e poi proseguire dal periodo Paleologo dei Marchesi del Monferrato e giungere al Regno d’Italia ed alla Repubblica, passando per i Savoia ed il Regno di Sardegna”. I ritrovamenti si chiudono infatti con il classico 500 lire d'argento. Nella raccolta, che Triveri ha inteso donare al Comune di Odalengo Piccolo, sono altresì presenti due monete australiane ed una olandese. La raccolta così classificata e catalogata andrà ad allestire l’esposizione dedicata in occasione della prossima fiera regionale del Tartufo e delle Mele Antiche che si terrà in paese sabato 11 e domenica 12 ottobre. Alcuni esempi dalla classificazione: moneta 05) Valore Antoniniano, anno 274, mistura ø 22 mm. Imperatore Aureliano (davanti: profilo dell’Imperatore; retro: la divinità solare è rappresentata con due prigionieri ai piedi, segno della vittoria riportata nell’anno 272 da Aureliano su Palmira, Regno ai confini orientali dell’Impero. La devozione dell’Imperatore a questa divinità lo portò anche a dedicare A Sol un tempio a Roma). Moneta 7) Valore Nove Assi, anno 1220-1250, argento mm 13,5 Sacro Romano Impero, Federico II di Svevia. Moneta 9) valore mezza Parpaiola, anno 1494-1518, Marchesato del Monferrato, Guglielmo I Paleologo (davanti: Sant’Evasio benedicente; retro: croce fogliata con scritta In Hoc Signo VInces, ovvero “con questo segno vincerai”). Moneta 12) valore Tre Grossi, anno 1621-1622-1625, mistura. Ducato del Monferrato Gonzaga, Ferdinando (davanti: il monte Olimpo sormontato da corona con scritta “Ferdinando G DUX MANTI VI; retro: stemma coronato con scritta Et Montis Ferrati IV).
Chiara Cane - http://www.ilmonferrato.it

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