martedì 12 aprile 2011

Alcune tecniche di orientamento



Postiamo un bell'articolo che può essere utile ad imparare come comportarci durante le nostre uscite in posti dove non è facile orientarsi e che non conosciamo.
L'articolo è stato preso da TREKKING LIFE.
Spesso durante le nostre ricerche all'interno di boschi o in montagna è molto probabile, se non si conosce la zona e se si seguono vecchie traccie del passato come mulattiere o sentieri, provare una sensazione di smarrimento per aver perso l'orientamento, e' una sensazione che mette in difficolta' il tuo stato emotivo e puo' creare anche stati di panico, in quel caso bisogna fare appello a tutte le risorse personali e mentali per controllare gli stati d'animo, bisogna ricordare e tener ben presente che perdersi anche a poca distanza dal sentiero o dal punto di arrivo puo' mettere in serie difficolta' chiunque.

E' comunque vero che perdersi nelle nostre montagne e' molto difficile, ci si puo' perdere in boschi e radure oppure cosa molto pericolosa ci si puo' perdere nella nebbia creata dalle nubi basse in alta montagna, in quel caso bisogna fare estrema attenzione a dove ci si sta dirigendo.......
Normalmente si usano alcuni accorgimenti per effettuare un trekking in sicurezza.
Per prima cosa si studia a tavolino la carta topografica cercando di memorizzare mentalmente il percorso da effettuare e le sue eventuali varianti, nella carta poi sono indicate, se e' una carta ben realizzata, le curve di livello, le quote sul livello del mare, boschi, fiumi, costruzioni ecc. ecc.
In questo modo si puo' gia' avere ben chiara la conformazione del territorio e delle difficolta' che si possono incontrare.
Una volta che si e' gia' preparato a tavolino il percorso, e quando si e' gia' sul luogo dell'escursione e' importante tradurre gli elementi studiati a tavolino sul terreno, bisogna capire inoltre in che modo la montagna si sviluppa.
In poche parole bisogna capire la montagna ed il territorio come e' conformato, con gole, dislivelli, pendii, scarpate, selle, cime e cosi' via.
A mano a mano che si effettua il percorso di ricerca e' importante porre attenzione a questi aspetti di sviluppo morfologico del territorio, e ai rispettivi riferimenti di orientamento, ad esempio cime, selle, gole, torrenti e tutto quello che da' l'idea generale di come e' fatto il territorio o la montagna.
E' importante essere sempre concentrati sul percorso che si va a percorrere e si deve sempre memorizzarlo.
Poi una volta individuati questi "grandi riferimenti" si passa ai "piccoli riferimenti" che sono quegli elementi distintivi che si incontrano durante il percorso, e se non ci sono createli da voi!
I "piccoli riferimenti" possono essere sassi particolari, ometti di sassi, un bastone infisso nel terreno in un modo particolare, un nastro colorato, i segni che vengono dipinti dal CAI (rosso/bianco) sul sentiero, e quant'altro vi puo' suggerire la vostra fantasia, cosa molto importante devono essere ben visibili da vari punti del percorso, un consiglio non cercate di tenere come riferimento forme particolari di alberi nel bosco perche' quando poi li cercate per orientarvi vi sembrano tutti simili!
Solo se siete esperti botanici o boscaioli potete distinguere un albero da un altro!
Altro consiglio se perdete l'orientamento, fermatevi, evitate di vagare a caso alla ricerca di riferimenti perche' finireste per perdervi definitivamente, ritornate lentamente nei vostri passi, esaminate con attenzione i luoghi dove siete e i relativi punti di riferimento, usate carta topografica e bussola oppure il Gps.
Possono essere sistemi un po' empirici, ma finora mi hanno sempre aiutato a non perdere orientamento in modo da mettermi in serie difficolta'.

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