lunedì 14 febbraio 2011

A caccia d’oro. O meglio: a pesca d’oro!


L’idea dei cercatori d’oro richiama alla mente immagini lontane nello spazio e nel tempo, ma in verità ciascuno di noi può, se lo desidera, divenire un cercatore d’oro amatoriale. Il prezioso metallo giallo è infatti diffuso da nord a sud nel nostro paese, anche se la zona di maggiore concentrazione si trova in corrispondenza delle Alpi Occidentali, in quello che viene chiamato il Gruppo di Voltri. In natura l’oro si trova in diverse forme, ciascuna delle quali implica metodi di ricerca ed eventuale raffinazione peculiari. L’oro cosiddetto “nativo” è un minerale composto da oro, spesso in associazione con argento, rame o platino.

E’ quello che alimenta la stragrande maggioranza della produzione mondiale di metallo giallo, si annida perlopiù nei filoni di quarzo ed è spesso fuori dalla portata del cercatore amatoriale, in quanto risulta ben diluito e per ciascuna tonnellata di materiale lavorato se ne ricavano pochi grammi. L’oro eluviale è quello contenuto nelle rocce e liberato dalla loro erosione da parte degli agenti atmosferici: avendo un peso specifico elevato l’oro liberato non dilava per disperdersi nei corsi d’acqua ma resta sul posto, accumulandosi. I giacimenti eluviali si trovano nelle zone montagnosa e solitamente sono di piccole dimensioni.

C’è poi l’oro alluvionale, trasportato centinaia di migliaia di anni fa dai ghiacciai su tutta la pianura padana e oggi liberato sotto forma di pepite dall’azione dei corsi d’acqua. L’oro alluvionale si trova nel terreno (il cosiddetto tappeto alluvionale), che i fiumi scavano ad ogni esondazione, liberando il prezioso metallo. Per il notevole peso specifico, l’oro finisce per concentrarsi nelle zone in cui la forza della corrente diminuisce, ad esempio in corrispondenza di anse o nel lato interno delle curve dell’alveo. E’ in queste zone, dette punte, che il cercatore amatoriale potrà iniziare la pesca dell’oro, stando ben attento a non farsi ingannare: l’oro in natura non luccica, non riflette e non cristallizza in modo regolare come la pirite, facilmente scambiata per oro dai meno esperti.

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